Negli ultimi anni emerge sempre più chiaramente e con maggiore forza da un’ampia fetta di popolazione, insegnanti, genitori, psicologi ed esperti la richiesta di introdurre a scuola l’educazione relazionale come insegnamento curricolare obbligatorio, inserito regolarmente nell’orario scolastico, con suo programma e monte orario.
In realtà già da anni con le numerose riforme sull’Educazione Civica prima e poi con quelle sull’orientamento e le competenze trasversali e i percorsi di formazione scuola e lavoro (ex PCTO), qualcosa sembra muoversi in questa direzione.
Sono anni che personalmente scrivo, studio e continuo ad approfondire questo campo e lotto per questa battaglia, come tante realtà associative in Italia, solo per citarne alcune fra tutte la Fondazione Una, Nessuna, Centomila, Save The Children Italia, Fondazione Giulia Cecchettin ed Italy Needs SexEducation. Con quest’ultima community in particolare ho realizzato alcuni video e post social come attivista, contribuendo a sensibilizzare sull’argomento.
Negli ultimi anni, però anche come docente di Scienze Umane ho continuato a riflettere ancora su argomenti che ritengo debbano essere portati in tutte scuole secondarie di secondo grado di qualsiasi indirizzo e non solo appannaggio degli studenti del Liceo di Scienze Umane. Studiare in teoria come in pratica come funzioniamo come essere umani e sviluppare le life skills, sono il centro di un’educazione relazionale che dovrebbe essere trasversale a tutti gli indirizzi e gradi di studio scolastici.
Essendo però più abituata a rivolgermi a studenti dai 14 anni su, ho formulato delle indicazioni e linee guida, come una sorta di bozza di programma scolastico curricolare di educazione relazionale con contenuti destinati agli istituti della scuola secondaria di secondo grado.
Il programma completo in PDF
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